Il padre e la funzione paterna

funzione paternaIntrodurre la funzione paterna è semplicemente fare in modo che la madre desideri altrove rispetto al figlio,  e che nel far ciò si renda in un certo modo “assente”, costringendo il figlio a desiderare in altro luogo diverso dal suo.

E’ così che prende forma il desiderio che è elemento fondamentale di salvezza, perché è la via attraverso la quale il bambino si forma e si costituisce come soggetto.
Essere soggetto significa desiderare in modo autonomo da ciò che l’altro, la madre, soprattutto, desidera.
Operazione non facile perché significa rinunciare al sogno di onnipotenza e di unicità che il rapporto madre-figlio aveva stabilito. // leggi di più

Quantificare l’amore materno

amore maternoNon c’è mai la giusta pesata dell’amore materno

Marc Strauss osserva come si sia attenti a verificare e a quantificare l’amore materno ma ci fa notare, con un’espressione davvero illuminante, che “non c’è mai la giusta pesata dell’amore”.

E dunque, ciò che è importante, più dello stabilire quanto sia l’amore che la madre riversa sul figlio, è capire quale sia la posizione del suo desiderio. Dove e in che modo la madre desidera. Dove desidera la madre? Verso il figlio o verso il suo uomo?

Ciò che è specifico è che la madre è anche donna, ed è su questa duplicità di funzioni che si gioca la “donna”. // leggi di più

Un mondo senza limiti: un mondo con più o meno libertà?

limitiLa differenza indica la capacità del soggetto di riconoscersi staccato, separato dall’altro.

Il bambino se vuole accedere ad una propria dimensione e riconoscere il proprio desiderio, deve attraversare questa realtà, che è realtà di sofferenza e di perdita ma può fare questo nella prospettiva, non conscia, di qualcosa che potrà avere in futuro, non ora.

E’ a questo punto che entra in gioco il concetto di limite.

Limite come rinuncia ad una posizione che appare gratificante ma che nuoce alla possibilità del bambino di trovare un proprio vero spazio nella vita. // leggi di più